Dolac, il mercato di Zagabria

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Il mercato di Zagabria © Andrea Lessona

Il mercato di Zagabria © Andrea Lessona

Un frinire sussurrato di prezzi e offerte attraversa il mercato di Zagabria, musica bisbigliata di contrattazioni perenni a cielo aperto. L’ascolto mentre cammino le file d’asfalto di Dolac divise dai tipici ombrelloni rossi a strisce bianche.

Sono loro, in queste ore di pioggia, a riparare i commercianti e le loro merci contadine: arrivano fresche dalle zone vicine della capitale croata per essere vendute come ogni giorno, esclusi i festivi, dalle sette del mattino sino alle 15 del pomeriggio.

Realizzato nel 1930 e diviso su tre livelli, il mercato di Zagabria si trova a pochi metri dalla Cattedrale e da piazza Ban Jelačić. Per questo è conosciuto come il “ventre della città”. Un ventre fecondo di odori e sapori, antipasto di prelibatezze da gustare con gli occhi prima che col palato.

L’impatto cromatico di Dolac è impressionate: colori sgargianti vestono le tantissime bancarelle, manto disteso di fiori recisi, piante e piantine aromatiche. Si trovano soprattutto sul livello più alto.

Poi, scendendo pochi gradini soltanto, si entra nel cuore del mercato di Zagabria: dedalo vivo e profumato di frutta e verdura, accoglie l’originalità dei prodotti e di chi li vende con un sorriso bonario e a prezzo più basso del vicino con un occhiolino.

Ai lati di Dolac, i banchi dei prodotti artigianali espongono oggetti scolpiti nel legno fresco: attrezzi da cucina, giocattoli e bottiglie particolari sono testimoni incisi dell’antica arte contadina.

Antica come la tradizione che voleva le donne portare il loro lavoro duro dalla campagna al mercato di Zagabria. Lo facevano caricandosi sulla testa una cesta zeppa di prodotti: frutti di stagione, verdure, grappoli d’uva e miele.

Ancora oggi, vestite dei loro abiti tradizionali, ripetono quei gesti a Dolac: ricordano che quel tempo è memoria viva da conservare. Come fa la statua rigata di pioggia che le rappresenta.

Si trova lì, sul lato sinistro del mercato di Zagabria, appena salite le scale da piazza Ban Jelačić: è stata fatta in bronzo da Stjepan Gracan il 4 Marzo del 2006. Kumica, si chiama. Il nome delle donne contadine croate.

Proseguendo sotto i portici si vedono sfilare i negozi dove viene venduta la carne fresca e poi si arriva alla parte coperta di Dolac: qui l’odore del pesce fresco riempie le narici del suo profumo intenso.

Uscito, guardo la pioggia ballare sugli ombrelloni rossi a strisce bianche del mercato di Zagabria mentre il frinire dei commercianti attraversa la piazza e arriva là, vicino alla Cattedrale.

Per approfondire:
Wikipedia

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