Samobor, Croazia barocca

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Samobor, Croazia © Andrea Lessona

Samobor, Croazia © Andrea Lessona

Vestita di tenue pastello barocco, piazza re Tomislav dà forma e colore a Samobor: la cittadina croata, a pochi chilometri da Zagabria e a soli cinque dal confine sloveno, si raccoglie qui, tra questi edifici che fanno da teatro alla sua vita pubblica.

Tavolini di caffè all’aperto ascoltano le chiacchiere sussurrate degli abitanti mentre le macchine passano piano sulla strada vicina. Anche il ruscello che attraversa questo antico borgo medievale si muove appena.

Da secoli divide la città, sin da quando Samobor venne fondata intorno alla catena montuosa che va dall’Okić-grad attraverso la Plešivica, l’Oštrac e lo Japetić, fino allo Žumberak.

La sua storia trova la prima traccia in un documento di re Béla IV che ne definisce lo stato di cittadina libera. Gli anni passano inesorabili e l’importanza come crocevia della zona cresce anche grazie alla costruzione del castello di cui oggi restano solo ruderi.

La vicinanza con Zagabria attira a Samobor turisti per una gita fuori porta, e le montagne intorno ne fanno la culla dell’alpinismo croato. Il verde che cinge a corolla il centro esalta il giallo paglierino della chiesa di Santa Anastasia.

L’attuale edificio ecclesiastico fu costruito tra il 1671 e il 1675 dopo la realizzazione di Santa Caterina nella vicina capitale cui si ispira. La sua foggia è tipicamente barocca con tratti manieristici.

Come la chiesa dell’Assunzione della Vergine Maria che fa parte del complesso del convento francescano. L’interno trattiene un monumentale affresco della Madonna nel momento della salita al cielo.

Entrambe le strutture sono storia di Samobor così come il museo Civico che ha una collezione sulla cultura regionale con qualche reperto etnografico, e il museo Marton che conserva invece una collezione privata su oggetti Biedermeier.

La cittadina che pare avvolta da un alone di quiete indissolubile si ravviva durante il famoso Carnevale locale (Samoborski Fašnik). L’evento si celebra da oltre duecento anni, a eccezion fatta del secondo conflitto mondiale.

Migliaia di persone arrivano qui da ogni parte della Croazia e anche da molte regioni dell’Europa. Il centro e le vie che durante il resto dell’anno sembrano sopite si ravvivano di energia spumeggiante: la gente balla, salta e si diverte.

Anche loro, come faccio io oggi, ne approfitteranno per degustare le specialità della zona: l’agnello di Žumberak, le salsicce all’aglio (češnjovke), il salame di Samobor, il dessert salato con un ricco ripieno (Rudarska greblica).

Non mancano i dolci, qui a Samobor: imperdibili sono le millefoglie alla crema pasticcera (samoborske kremšnite) famose nel mondo. Il tutto è innaffiato dai tanti vini originati dai vigneti della Plješivica. A concludere viaggio e pranzo, il Bermet: una bevanda locale di origini napoleoniche.

Per approfondire:
Wikipedia

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