Strigova, verde Croazia

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Strigova, Croazia © Andrea Lessona

Strigova, Croazia © Andrea Lessona

Ricamo verde contro il cielo blu della Croazia settentrionale, la municipalità di Strigova è orizzonte di colline in fiore e vigneti fitti. Distesa su 44.79 chilometri quadrati nella provincia di Medimurje, la zona è insieme ricco di tradizioni e storia.

Una storia che affonda le sue origini nel medioevo quando la città di Strigovcak, da cui origina il nome dell’area e del paese principale, venne distrutta. Una delle tante leggende in cui la sua sparizione è avvolta dice che furono gli Ottomani a raderla al suolo.

Un’altra che fu il fuoco ad avvilupparla, punita da Dio per l’arroganza dei conti di Celje. Oggi, il villaggio di Strigova insieme a quelli di Banfi, Grabrovnik, Jalšovec, Leskovec, Prekopa, Robadje, Stanetinec, Sveti Urban, Štrigova, Železna e Gora forma una municipalità di pace e verde.

Un verde sfumato in cui antiche strade sterrate attraversano le colline dove si trovano piccole cappelle e crocifissi. Agli incroci delle vecchie vie, ci sono invece i piloni votivi: monumenti del passato eretti per le grazie ricevute ma ancora oggi degni di rispetto e preghiera.

Sono stati realizzati da maestri anonimi che hanno votato il loro talento a Dio e ai Santi. Così come ha fatto l’autore dell’opera dedicata a San Floriano, protettore e padrone contro il fuoco della provincia di Medimurje.

Oltre la sua ombra, la valle di Strigova si apre come un sipario: le difese naturali di ieri sono diventate terre fertili dove il vino scorre nelle botti sin dai tempi dei Romani e regala prodotti unici dal sapore intenso.

Il nettare degli dei origina da vigneti curatissimi: dozzine di vinerie formano la strada del vino di Medimurje lungo la quale bere e assaporare le tradizioni gastronomiche locali che rallegrano gli spiriti cordiali della gente di qui, gente dai valori e dai mestieri antichi.

Come l’ultima vasaia della zona di Strigova: le sue mani stanche producono ogni giorno un oggetto di meno – sino a quando una tradizione, ieri ambita, si perderà a favore di una modernità irriverente.

Di quel passato, in cui l’arte era via per l’eternità, restano gli affreschi inestimabili del pittore barocco Ivan Ranger, relizzati nella chiesa di San Girolamo – costruita tra gli anni 1739 e 1752.

Cuore e centro religioso del villaggio di Strigova e della municipalità omonima, l’edificio ecclesiastico insieme a quello di di Santa Maria Magdalena rappresenta la devozione cristiana di questa antica regione dipinta di verde e benedetta da Dio.

Per approfondire:
Wikipedia

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